ALITALIA/ Fantozzi continua a tagliare voli, ma a quando le prime mosse di Cai?

 

Il 29 maggio il Governo italiano spiegava che i 300 milioni del prestito ponte ad Alitalia servivano a «salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale».

Già a suo tempo, Andrea Giuricin aveva ipotizzato che quei soldi non sarebbero durati così a lungo ma soltanto fino a fine ottobre. Non ha sbagliato di molto il Fellow dell’Istituto Bruno Leoni, dato che i soldi nelle casse di Alitalia sono davvero agli sgoccioli, tanto che il Commissario Straordinario Augusto Fantozzi si trova costretto a tagliare continuamente voli su voli.

 

Ne sono successe parecchie di cose da fine maggio a oggi: il prestito ponte è stato trasformato in capitale della compagnia; l’azienda non è fallita, ma è stata commissariata; un acquirente per gli asset principali è stato trovato; il nuovo vettore ha iniziato a reclutare personale; Bruxelles si è già pronunciata sulla cessione a Cai, ecc. Nonostante tutto questo, la situazione di fondo non è cambiata: Alitalia continua ad avere grandi perdite e a non essere privatizzata.

 

Nel corso dei mesi si ipotizzava il passaggio della “cloche” a Cai all’inizio di ottobre, poi di novembre, poi di dicembre. Francamente è difficile credere che in 4 giorni Colaninno e soci prenderanno le redini della compagnia. E non basta neanche il fatto che l’accordo di massima con il Governo sulla cessione degli asset sia stato raggiunto.

 

Infatti, ancora le due parti stanno discutendo delle modalità del pagamento. Fantozzi vorrebbe avere 400 milioni cash, almeno per ripianare parte dei debiti. Colaninno non sembra voler andare oltre 200 milioni in contanti più l’accollo di parte dei debiti aziendali. Succederà come nel calciomercato estivo? Ci si incontrerà a metà strada? Difficile dirlo. Cai non ha in fondo una gran fretta di iniziare a volare.

 

La cordata italiana aspetta prima che l’Enac finisca l’iter per concedere la licenza di operatore aeronautico, fondamentale per iniziare l’attività. Attende poi che Catricalà faccia il suo dovere e confermi che l’antitrust italiana non pone veti al monopolio sulla tratta Milano-Roma, ma soprattutto non vuole ancora sciogliere il nodo del partner straniero, scelta che spera di rimandare al più tardi possibile.

 

Strategia alquanto strana, dato che sarebbe bene per tutti sapere fin da subito se nel capitale della nuova compagnia vi saranno euro francesi o tedeschi. Vorrebbero saperlo soprattutto a Malpensa, dove ai “normali” tagli ai voli di linea si aggiunge lo stop dei cargo Alitalia previsto per il 15 dicembre (a rischio 1.000 posti di lavoro e il traffico merci internazionale lombardo).

 

Ma Colaninno ancora tace; su questo tema sono fin troppi i giochi politici sottobanco e ancora non è chiaro chi la spunterà, anche se a molti converrà ripassare in fretta la Marsigliese…

 

E intanto Fantozzi taglia e taglia ancora, cercando di scusarsi con gli italiani addossando un po’ di colpa ai sindacati (secondo il Commissario i lavoratori rallentano le procedure di volo, perciò l’unico modo per volare bene è volare meno). Fantozzi non ha tutti i torti: i lavoratori purtroppo centrano, dato che dovranno ricevere lo stipendio di dicembre e la tredicesima. E se soldi in cassa non ce ne sono, allora non resta che tagliare.

 

Restano però un mistero le sue dichiarazioni di qualche giorno fa. Antefatto: il Commissario riceve da alcuni italiani residenti all’estero proposte di collette e minimi aiuti simbolici per far andare avanti la compagnia di bandiera. Fantozzi risponde: grazie, ma il modo migliore di aiutare Alitalia è volare con Alitalia. Ma caro Fantozzi, se lei continua a tagliare voli, per seguire il suo consiglio agli italiani non resta che mettere un adesivo di Alitalia sulle carte d’imbarco di Air France, Lufthansa, British, Easyjet, Ryanair, ecc.

ALITALIA/ Fantozzi continua a tagliare voli, ma a quando le prime mosse di Cai?ultima modifica: 2008-11-27T10:39:59+01:00da admin
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