Lettera Alitalia su Messaggero

Ne sono state dette tante.. troppe .. Sei stata calunniata, accusata, “schifata”, distrutta dalla pubblica opinione e dal popolo; su di te si è detto il peggio, ti si è dato un valore irrisorio e ad un valore meno che irrisorio sei stata venduta ai tuoi “salvatori” che, certamente, tutto hanno voluto salvare tranne te. Ormai per moltissime persone non ci saranno più tante brutte ed offensive parole da spendere su di te e su coloro che per più o meno tempo hanno cercato di darti qualcosa di proprio. Sicuramente ti hanno voluto bene. “Un baraccone fatto di privilegiati nullafacenti”…
Ecco l’opinione di un popolo, lasciatemi passare, ignorante e superficiale, gli italiani medi sempre pronti a parlare e straparlare. Gli stessi che in totale onestà, ed in religioso silenzio potrebbero ammettere che almeno una volta nella vita, lontani da casa, vedendo quella coda bianca rossa e verde a forma di A, in un attimo si sono sentiti … a casa.

È fatta. Tra meno di 10 giorni nessuno potrà più parlare di te se non al passato. Un passato glorioso, sicuro,” ad alta quota”, diventato lo scempio delirante per colpa di tanti che non hanno mai pagato, non pagheranno e, ingrati verso questa grande compagnia, hanno voluto prima ed assistito poi in omertoso silenzio alla sua agonia ed ora alla sua fine.
Colpe e meriti….. vincitori e vinti…. vittime e carnefici…. Sarebbe troppo facile evidenziare e denunciare tante cose abilmente rigirate e nascoste dai mezzi di comunicazione, dai vertici di una azienda, dai sindacati di una azienda … La nostra azienda.
Sarebbe chiudere questa triste pagina di un paese che si crede civile ma che di civile ha davvero poco ormai, in un modo ultimamente poco originale e soprattutto inutile. Sarebbe continuare una pantomima messa in scena ad hoc che va avanti da cinque lunghi e penosi mesi, sarebbe dare un’opinione personale e soprattutto di parte che avrebbe il sapore di una difesa verso tutti.
Noi non dobbiamo difenderci. Non è nelle intenzioni mie né di tutti quelli (…tanti…) che come me ti hanno difesa, protetta, hanno creduto in te come fossi un piccolo pezzetto proprio e ne sono stati orgogliosi.. e per essere orgogliosi di una barca guidata da timonieri che di tutto si sono occupati tranne che della sua navigazione e dei suoi rematori.. ci vuole davvero tanta fiducia, tanta forza, tanta volontà.
È finita, ed io, ma sono certa tanti e tanti come me, sono amareggiata, delusa e profondamente addolorata. Non volevamo dei salvatori, volevamo la possibilità di salvarti noi, cara Alitalia, con il nostro lavoro ed il nostro affetto verso di te. Non ci è stato permesso, tutti quelli che avrebbe potuto permettercelo e guidarci in questa impresa, hanno sempre prima pensato ad interessi privati piuttosto che pubblici e per pubblici intendo la vita gloriosa che potevi avere.
Ti hanno voluto uccidere.. senza mai provare seriamente a curarti. Ora non hai più energia né speranze. Ora, ahinoi tutti…. e tra i tutti metto anche i passeggeri che hai trasportato e che confesseranno che, a parte qualche “tradimentuccio” ti hanno sempre preferita alle altre… sei spacciata. In un triste stato comatoso senza ritorno al quale tanti, tutti quelli mai menzionati, hanno contribuito: al tuo capezzale da una parte noi che non vorremmo andassi via e nonostante qualche colpo mancino che ci hai tirato, ti teniamo la mano …
Dall’altra un gruppo di persone che, forse, conoscono gli aerei giusto perchè ne hanno usufruito nei loro spostamenti, che aspettano solo di staccarti dalla macchina e rendere il tuo encefalogramma piatto per arraffarsi i tuoi “pezzi”…. Ma i tuoi pezzi erano i nostri… ed eravamo anche noi. E noi mai avremmo voluto donarli ne venderli. Tantomeno … regalarli a chi non può apprezzarli.
Ci dispiace mamma Alitalia.. noi.. i tuoi dipendenti.. non avremmo voluto finissi né tantomeno finissi così.. Checché se ne possa pensare e sia stato detto in modo superficiale e strumentale, ce l’abbiamo messa tutta, a volte anche di più, col cuore e con la volontà.
Ma loro.. quelli che per anni hanno gestito le tue ali….. non ce lo hanno permesso. E quelli che arriveranno… lo faranno ancora meno. Qualsiasi “surrogato” ci prospetteranno noi non ti scorderemo mai.

Ciao Alitalia

Lettera Alitalia su Messaggeroultima modifica: 2008-12-04T16:46:41+01:00da admin
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